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La Festa della Sensa



Non è certa l’origine dell’assegnazione al Doge di una barca da parata. Tuttavia essa non era usata unicamente per lo Sposalizio del Mare, ma anche in altre festività, come ad esempio la Festa delle Marie e gli ingressi in Palazzo Ducale delle dogaresse. In ogni caso, comunque, la legge del 6 maggio 1401 riusciva ad impedire l’uso privato del Bucintoro da parte del Serenissimo: “se il doge userà il Bucintoro per suo piacere ne sopporti la spesa”. Il Bucintoro era considerato uno spettacolare e prezioso salone di rappresentanza per accogliere gli ospiti illustri e per far visitare la città. Seppure esistano accenni di unità di rappresentanza riconducibili al Bucintoro, solamente quattro sono le navi che risultano essere state espressamente costruite in Arsenale per decreto del Senato con quel nome, e cioè quelle del 1311, del 1526, del 1606 ed ultima, quella del 1727, che compì il suo ultimo sposa­lizio nel 1796; la sua parte ornamentale fu arsa dai francesi prima della consegna di Venezia all'Austria nel gennaio 1798, nel mentre lo scafo, con il none di prama hydra, fu ridotto a bat­teria galleggiante posta di fronte al porto del Lido, fino al 1824.
L’etimologia della parola Bucintoro fu sempre molto discussa e ancora oggi non si è giunti ad un’ipotesi certa: taluni  (gli studiosi Zon e Molmenti) sostengono che derivi da “buzo”, ovvero burchio, imbarcazione di trasporto; altri (Prati) ritengono che il nome sia da ricollegare al nome nautico “Centaurus magna”, presente anche in Virgilio. Altri ancora (Alessio), infine, sostengono che il nome derivi dalla polena che aveva forme di “hippocentaurus”.

Il Bucintoro del 1311
Il Bucintoro del 1526
Il Bucintoro del 1606
Il Bucintoro del 1727